I disturbi d’ansia

L’ansia è un’emozione di allarme – come la paura – che è di grande aiuto all’individuo per affrontare la realtà quando ci sembra minacciosa o anche solo difficile da controllare.

L’ansia ci rende tesi e maggiormente vigili di fronte a ipotetici pericoli. La reazione di tensione, di fronte a una difficoltà, è comprensibile e utile, se non necessaria.

Diverso è quando diventa massiccia e pervasiva in assenza di dati allarmanti provenienti dalla realtà. La percezione della realtà come stabilmente minacciosa presuppone una percezione di sé come inadeguati a fronteggiare gli eventi. Ciò innesca un circolo vizioso: tanto più ci si sente inadeguati, tanto più la realtà ci sembra minacciosa.

Nel disturbo d’ansia generalizzato, la preoccupazione non trova un oggetto su cui concentrarsi, c’è una scarsa conoscenza di sé, del proprio mondo emotivo; per questo l’individuo non si può fidare, e “va in ansia”.

Ci sono molti modi in cui l’ansia si può manifestare in forme che nel tempo hanno carattere di ripetitività. Come nella fobia sociale, quando l’individuo teme il giudizio negativo degli altri.

Anche il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d’ansia: l’individuo ha bisogno di faticosi rituali per convincersi di essere in grado di controllare la realtà; la sua vita diventa una rincorsa al compimento di azioni che allontanino dalla coscienza contenuti emotivi che fanno paura.

I disturbi d’ansia nascondono una paura vissuta come insopportabile, e l’ansia stessa si trasforma in una minaccia; è la paura della paura, che si ingigantisce e distorce la percezione della realtà che nella percezione diviene ancora più minacciosa.

Gli attacchi di panico molte volte riproducono e alimentano la paura che gli attacchi stessi si ripresentino; la persona tende a evitare le situazioni individuate come probabili cause scatenanti, e coinvolge persone vicine che, offrendosi di aiutarla, confermano il suo handicap. La persona si sente limitata, e ciò contribuisce alla perdita, o a una diminuzione, dell’autostima: a questo punto il controllo della realtà comincia a costituire un problema grave.

La psicoterapia si configura come un percorso di conoscenza e svelamento dei meccanismi di difesa che la persona ha inconsapevolmente adottato per evitare le emozioni legate a esperienze negative del passato. Il principio fondamentale ruota intorno alla comprensione del fatto che, se si vuole risolvere un disturbo d’ansia, è necessario comprendere da dove proviene e a che tipo di emozioni è legato.