Coppia : L’amore che (s)coppia. Capirsi, avere cura della relazione d’amore. Psicoterapia della coppia: quando andarci, cosa aspettarsi

coppia

Lucia Portella

 

 

 L’amore che (s)coppia

Capirsi, avere cura della relazione d’amore

Psicoterapia della coppia: quando andarci, cosa aspettarsi

 

 

 

 

 

 

ISBN 9788867558292

prima edizione 17 aprile 2013

© Lucia Portella 2013

 

 

 

 

 

Indice:
1 Fenomenologia della crisi
1.1 Difficoltà di comunicazione
1.2 Il linguaggio interno
1.3 Imparare a tradurre i pensieri in parole
Esempio: Sandro e Francesca
1.4 La fisiologia e la patologia dei conflitti di coppia
1.5 Quando non si riesce a separarsi ma nemmeno a stare insieme
Esempio: Fernanda e Martina
1.6 Litigare, non litigare
1.6.1 Il successo professionale
1.6.2 Riservatezza reciproca e spazi propri
1.7 Le tappe della crisi
1.8 Le categorie del «giusto» e dello «sbagliato»
Esempio: Sergio e Corinna
1.9 Cambiare sé stessi per cambiare la coppia
Esempio: Matteo e Benedetta
1.10 Il modo giusto di discutere
Esempio: Prisca e Carlo
1.11 Il modo giusto di occuparsi della casa
Esempio: Anna e Giorgio
1.12 Quando i pregi iniziali diventano difetti insopportabili
Esempio: Paul e Katharina
1.12.1 La personalità compiacente e la negazione delle differenze
Esempio: Carmelo e Patrizia
1.12.2 Le valutazioni delle reciproche caratteristiche col tempo cambiano
Esempio Stefania e Alberto
1.13 Il conflitto senza vincitori né vinti
Esempio: I signori Manni, genitori di Enrica, nove anni
Esempio: Paul e Katharina (2)
Esempio: Filippo e Sarah
1.14 Equilibrio
Esempio di Nicola e Cecilia
Esempio Pietro e Camilla
1.15 Conoscenza come arma per colpire i punti deboli dell’altro
Esempio: Mimmo e Angela
1.16 Minimizzare e negare
Esempio Mario ed Elisa
1.17 Confusione e ambivalenza
Esempio: Ennio e Nicole
Esempio: Roberto e Paola
1.18 Evitare
Esempio: Valeria
Esempio: Fausto e Yasmina
1.19 Colpevolizzare, costringere
Esempio: Lisa e Piergiorgio
Esempio: Nuccia e Angelo
Esempio: Antonio e Luisa
1.20 Adulti ancora ‘figli’
Esempio: Mariagiulia e Marcello
Esempio: Vito e Micol
1.21 Quando i tentativi di soluzione diventano parte del problema
Esempio: Franca e Tino
2. Dal conflitto alla comprensione
2.1 L’implicito culturale
2.2 Dal Sé corporeo al Sé ideale
2.3 Ampliamento delle zone d’equilibrio
2.4. Differenza tra accettazione e sottomissione
Esempio: Oscar e Marianna
2.5 Vedere il punto di vista dell’altro come percorso terapeutico
Esempio: Pierluigi e Maddalena
2.6 I separati in casa
Esempio di Arturo e Clara
2.7 La sessualità
2.8 Ricentrarsi su di sé: non tutti i problemi sono della coppia
Esempio di Mario e Carlotta
Esempio di Martin e Lucia
2.9 Il ruolo della razionalità
2.10 I nodi della crisi sono emotivi e in grande misura inconsci
2.11 I problemi vengono dalla sfera emotiva, ma sono razionalizzabili
Esempio di Vittorio e Alessandra
2.12 Quando le parole esprimono contenuti emotivi e quando invece li rivelano
Esempio di Vincenzo e Fausta
2.13 Lo sforzo di guidare il comportamento secondo criteri razionali
3. Quando le risorse personali e della coppia non bastano
3.1 La coppia che sta male perché dovrebbe cambiare in terapia?
3.2 La ripetitività del malessere
3.3 L’incomunicabilità
3.4 La paura di non essere capiti
Esempio di Laura e Vito
Esempio di Monica
3.5 La neutralità del terapeuta
Dizionarietto dei termini professionali e delle parole comuni
aggressività
alleanza terapeutica, alleanza di lavoro
ambiguità
ambivalenza
amore
atteggiamento
attitudine
bugie
buon senso
carattere
colpa
coming out
competitività
complementarità (rapporto complementare)
complesso
controllo
crisi
ipercriticismo
disparità nella relazione
equilibrio
falso Sé
fedeltà
fiducia
gelosia
innamoramento
individualità
intimità
invidia
libertà
normalità
oggettività
pensiero positivo
Personalità
potere
proiezione
razionalità
rapporto complementare

simmetria (rapporto simmetrico)
stili comunicativi
tradimento
verità
violenza
vittima
Riferimenti bibliografici

Premessa

Questo libro si rivolge a chi si rende conto che la coppia è un’entità a sé stante con un suo equilibrio, un suo mondo interno, insomma un sistema di relazioni che può essere considerato un oggetto di attenzione e di studio. Spesso le persone che si rivolgono a uno psicoterapeuta mostrano un certo stupore nel considerare le questioni riguardanti le dinamiche di coppia: asseriscono di «non averci mai pensato», di non essersi mai fatti certe domande, dalla più banale («Ma io mi sento parte di una coppia?») alle più complesse e raffinate disquisizioni sui ruoli materni, genitoriali o filiali ‘giocati’ all’interno della coppia.

Nel corso del mio lavoro ho avuto modo di rendermi conto di quanto poco le persone metacomunichino, cioè parlino delle loro relazioni e le commentino con il desiderio di approfondire alcuni aspetti particolari, soprattutto quando costituiscono un disagio. Questa mancanza di consapevolezza delle dinamiche di coppia porta spesso le persone a restare a un livello di relazione immediato, quasi ‘primitivo’, in cui manca la riflessione sul proprio comportamento e sull’effetto del proprio comportamento sul sistema di relazione di cui le persone sono parte. La scarsa attitudine alla riflessione su sé stessi – e su sé stessi in coppia – è spesso un elemento di criticità nella valutazione della fisiologica capacità di una coppia di evolversi da una fase all’altra nel corso di una lunga storia.

Questo libro vuole aiutare le persone che stanno in coppia a porsi domande. Alcune domande riguardano la possibilità di concepire la propria coppia come sistema vivo, che quindi attraversa fasi vitali definite (l’innamoramento, la nascita della coppia, lo stabilizzarsi della coppia, l’amore maturo), e la capacità di individuare il momento o la fase in cui ci si sente. Alcune crisi di coppia intervengono nel passaggio da una fase all’altra. Tipica è la crisi che va dalla fase di innamoramento a quella di amore stabile, fase che può essere molto diversa a seconda che si tratti di una coppia tradizionale che ha avuto un lungo fidanzamento, o di una coppia che nasce da persone che hanno già alle spalle un’esperienza di convivenza, magari con figli, o ancora che si tratti di una coppia omosessuale coi problemi relativi al coming out e alle relazioni con il mondo circostante. Già in questa fase precoce della vita della coppia molti elementi di problematicità sono affrontabili attraverso la riflessione, la comprensione dei problemi della coppia e dei problemi personali che vi si intrecciano. Quando la vita di coppia supera i primi anni di convivenza e affronta le perturbazioni che necessariamente si manifestano col tempo, tipica è anche la crisi che avviene nel periodo in cui la coppia ha procreato da poco e trova grande difficoltà a individuare un equilibrio all’interno del sistema-famiglia, la possibilità di esistere come coppia pur all’interno di un sistema più grande e complesso.

Negli ultimi anni mi capita sempre più spesso di ricevere richieste di psicoterapia da parte di persone che si sono messe insieme da poco tempo, come se ultimamente il percorso vitale della coppia nascesse già piuttosto fragile, e nel contempo ci fosse maggiore consapevolezza del fatto che i problemi di coppia si possono affrontare come si affrontano quelli di qualsiasi altro organismo o sistema. Fortunatamente, è sempre meno diffusa la speranza del tutto illusoria che «col matrimonio» – variante: «con i figli» – «le cose si sistemeranno».

Oltre alla visione longitudinale (storica) della vita di coppia, è importante imparare a porsi domande sulla qualità della vita in coppia. Sapersi chiedere che tipo di equilibri prevalgono, saper analizzare quali ruoli e funzioni vengono svolti dai due partner, aiuta le persone a essere consapevoli delle pericolose ripetitività delle interazioni quando queste producono malessere. Un campanello d’allarme a cui bisogna dare ascolto è il ripresentarsi di modi di stare insieme che non si evolvono, ma che ripropongono, contro la volontà dei soggetti, situazioni di disagio psicologico importante.

Questo libro si rivolge alle persone, qualunque sia il loro orientamento sessuale. È un libro sulle relazioni di coppia, etero o omosessuali che siano. Qualsiasi relazione contempla la coesistenza di due sfere psicologiche:

- quella del rapporto (sfera sistemica);

- quella dell’individualità (sfera soggettiva).

La coppia è formata da due persone, da due storie, in una certa misura da due nevrosi. Credo sia importante porsi domande sia a livello di relazione, quindi di coppia, sia a livello individuale. Per questa ragione ho sviluppato un metodo d’intervento con le coppie in crisi che prevede tanto sedute di coppia quanto sedute individuali. Penso che sia importante che chi ascolta i problemi sia nella condizione di occuparsi anche delle parti nascoste, più private, dell’individuo. Nelle sedute individuali, protetta dal segreto professionale, la singola persona può scoprire sé stessa con grande sincerità e trasparenza e dire tutto ciò che non può dire al partner, nella convinzione che però queste informazioni verranno trattenute e usate positivamente nella cura della coppia.

La concezione sistemica vede la coppia come insieme, come un sistema che ha caratteristiche proprie, modalità interattive proprie, funzionalità e disfunzionalità proprie, ed è con questo insieme che il terapeuta della coppia ha a che fare. Quando interviene, la sua finalità è curare quella coppia, quelle interazioni, ma soprattutto quelle persone, ricalibrare gli equilibri, reimpostando il rapporto in maniera più adattiva, più adeguata alla fase e alle problematiche nuove. Ma d’altra parte la coppia è formata da due individualità che, separatamente, vivono un particolare equilibrio nel loro modo d’essere, nel loro modo di percepirsi, nel loro modo di avere rapporti col proprio Sé e col proprio inconscio.

Per «Sé» s’intende quel costrutto mentale entro cui trovano posto tutte le immagini e opinioni che ognuno ha a proposito di sé stesso, ossia le convinzioni su ciò che ci contraddistingue come persona. Tipicamente del Sé fanno parte i pregi e i difetti che ognuno sostiene di avere (ma che non è detto che gli altri siano disposti ad attribuirgli). Del Sé fa parte l’ideale, che corrisponde a quel qualcosa che guida il nostro comportamento ogni qual volta cerchiamo e scegliamo un orientamento alle nostre azioni. Ci preoccupiamo di essere bravi genitori, bravi figli, bravi professionisti, sulla base di parametri che corrispondono a come idealmente vorremmo essere.

L’inconscio invece è tutto ciò che ci appartiene sotto forma di ricordi dimenticati, di sensazioni recluse negli interstizi sperduti, ma non dimenticati, della nostra mente, è tutto ciò che può fare di noi delle persone imprevedibili. È un bacino di emozioni, affetti, di cui non siamo razionalmente consapevoli, ma di cui alle volte siamo portati a prendere coscienza attraverso comportamenti non voluti come scatti di rabbia, o inquietudini, o reazioni ripetitive indesiderate, ansia immotivata, angosce o fobie.

Nella rappresentazione mentale di sé stessi, ognuno di noi ha anche una punto di vista su sé stesso all’interno della coppia, e questo “Sé all’interno della coppia” interferisce nel “Sé all’interno della coppia” dell’altro. A volte questa percezione è completamente diversa, o incompatibile, o fortemente conflittuale. Prima di occuparsi della relazione tra queste parti di sé messe in relazione fra loro, penso che sia importante occuparsi dell’individuo e della relazione che ognuno ha con sé stesso.

Nel corso della terapia, in cui le sedute di coppia si alternano alle sedute individuali, è interessante seguire il cammino che ogni persona compie alla scoperta di alcune parti di sé, di convinzioni date per scontate, che determinano intenzioni ben precise inconsapevolmente attribuite alle azioni rivolte all’altro. Come quando un partner è convinto di accettare ogni proposta dell’altro per fargli piacere, finendo per “sparire” con la sua individualità. Questo tipo di terapia si pone la finalità di seguire un doppio cammino: individuale e di coppia.

Ho negli anni maturato la convinzione che la psicoterapia individuale alternata a incontri di coppia fosse di grandissima utilità alla comprensione di elementi inconsci che si riverberano nell’interazione con un partner significativo. All’autopercezione si aggiunge la percezione dell’altro, che favorisce una visione di sé stessi attraverso gli occhi dell’altro su argomenti di pregnanza affettiva di fondamentale importanza, è una visione stereo, per così dire, che permette al terapeuta cogliere un quadro bidimensionale.

Generalmente la psicoterapia comincia con un primo incontro di coppia che ha proprio l’obiettivo di formare a grandi linee il composito quadro della situazione all’interno della quale si inseriscono i diversi problemi che la coppia presenta al terapeuta. Si prosegue con cicli di cinque-sei incontri individuali nell’arco di altrettante settimane che si alternano con una seduta di coppia all’incirca ogni quaranta-cinquanta giorni. Questo tipo di intervento non è una terapia del profondo, non si pone lo scopo di rivisitare in toto il passato e di scandagliare tutti i nuclei problematici. Scopo della terapia è aiutare le persone a superare una fase critica aiutandole ad avere un’immagine di sé più articolata e profonda senza occuparsi di problemi che non riguardano direttamente il disagio portato. Per questa ragione generalmente non si tratta di psicoterapie che durano anni, ma mesi. A volte le coppie vorrebbero un intervento immediato, dettato da una visione magica della psicoterapia, che non può corrispondere alla realtà. Perché le persone modifichino alcuni pregiudizi su di sé e sull’altro e sulla propria coppia, è necessario comprendere a fondo alcune dinamiche della relazione e della mente dei due individui ed è necessario che intercorra del tempo, per scoprire i nessi fra i meccanismi psicologici evidenziati e le dinamiche della relazione che si strutturano a livello più profondo.

Il libro si snoda intorno a molti esempi tratti dall’esperienza psicoterapeutica, dove sono riportate le dinamiche della relazione di coppia, mentre i nomi e i personaggi sono del tutto inventati a tutela della privacy.

Lucia Portella

 

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